• Fabio Salvati

MURATORI di Edoardo Erba - Regia di Massimo Venturiello


Metti che una notte due muratori romani penetrino dentro una sala teatrale a confine con un supermercato per realizzare, su incarico dell'unico proprietario, un muro abusivo in fretta e furia (e soprattutto in silenzio) per allargare gli spazi del contiguo esercizio commerciale; metti che un'incantevole figura di donna - lascito probabile di qualche personaggio ottocentesco già andato in scena su quel palco- appaia ora all'uno ora all'altro per sparigliarne le rispettive esistenze. Metti che tanto basti ai due poveri muratori per misurarsi in una staffetta di infatuazioni, buona a scombinare il sodalizio edile che avevano cercato di avviare, lasciando sul terreno di quella contesa i rottami delle rispettive esistenze, tutte declinate alle miserande prospettive di due poveri cristi.

Questa la sostanza narrativa di una divertentissima e profonda commedia al Teatro Ghione.

La pièce -al sedicesimo anno di repliche nei vari teatri italiani- è diventata ormai un classico del teatro contemporaneo nazionale. Merito sicuramente del testo di Edoardo Erba, ma anche della brillantissima resa dell'impeccabile sodalizio comico del duo Pistoia-Triestino. La giovane Lidya Giordano incarna efficacemente -con movenze e recitato coerenti- la spettrale eroina di un dramma di Strindberg che si aggira dentro quei locali a seminare scompiglio e fascinazione presso i due poveri muratori, disponibili a lasciarsi facilmente prendere al laccio da un sogno improbabile quanto visionario.

La direzione di Venturiello con belle e suggestive invenzioni di regia è il valore aggiunto di questa commedia che sarebbe un vero peccato perdere.

C'è tempo fino a domenica 13 maggio.




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