• Fabio Salvati

LE BAL - Regia di Giancarlo Fares

E’ in scena da ieri sera e fino al 27 Maggio al teatro sala Umberto uno spettacolo fine e delicato che narra 70 anni di storia recente italiana a partire dagli anni Trenta. La particolarità di questo allestimento è che le vicende si alternano all'interno di una sala da ballo che diventa una sorta di microcosmo dove la Storia si infiltra con i suoi drammi e le sue movenze ed è raccontata -senza una parola- da un gruppo di giovani attori che semplicemente danzano continuamente sulle note delle musiche in voga.

Non c'è il rischio che l'assenza di un testo impedisca di cogliere il succedersi del tempo. A parlare di fascismo e di occupanti tedeschi basta infiltrare in balera un danceur in orbace o un livido ufficiale tedesco. A raccontare la solitudine rabbiosa degli anni Settanta un coro di torce (che non riesce ad averla del tutto vinta sul buio di quegli anni…) e per la stucchevole lucentezza della Milano da bere basta uno sperpero di banconote tra i ballerini distratti non più da una pista da ballo, ma da piste di coca. Su tutto, il piacere speciale di musiche perfette, mai fuori tono o forzate. A regnare è sempre l'atmosfera dei tempi, perfettamente descritta dalla trama coreutica sul palcoscenico. Ma la commozione è spesso in agguato: commuoversi a teatro non capita così di frequente. Ma qui accade, eccome: a muovere le ciglia qui sono soprattutto le bellissime melodie scelte per contrassegnare i vari passaggi di tempo e la colonna sonora scelta (la sola a risuonare in quel silenzio denso che si forma nelle sale danzanti) prevede un impiego “proustiano” delle musiche che accompagnano i balli delle varie stagioni storiche. La musica condivisa (non quella ascoltata per conto proprio, come accade nell’ultima scena degli anni Duemila) che sa raccontare meglio delle parole. Le canzoni d’epoca come tante piccole madeleine capaci di evocare emozioni, solitudini, svolte, lacerazioni, partenze e ritorni.

Perfetta la regia di Giancarlo Fares che ha saputo governare con misura e sensibilità una schiera di giovani attori (ci tengono a sottolineare attori) capaci di rendere perfettamente la narrazione dello spettacolo che ritorna a Roma dopo un anno di successi su tutte le piazze italiane; complimenti alla Direzione del teatro sala Umberto che ha voluto riprenderlo anche per questa stagione.



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