• Fabio Salvati

LA NOTTE DELLA TOSCA di Roberta Skerl


Regia di Silvio Giordani

Parlare con mano leggera dei temi del lavoro è un esercizio tutt’altro che facile: ci riesce con sufficiente attendibilità la commedia in scena al Teatro Manzoni fino al 16 aprile.

Si ride e ci si intenerisce alla storia di tre infermiere di una struttura di lungodegenza che per salvare il proprio posto di lavoro messo a rischio da un’arrogante e drastica lettera di licenziamento, decidono di compiere un’azione di protesta capace di richiamare sul loro problema l’attenzione dei mass media.



Le tre donne, ciascuna con le proprie esitazioni, decidono di occupare la terrazza di Castel S.Angelo, fomentate dall’anziano Oscar, paziente della struttura, che, pur dal fondo del proprio ostinato cinismo, le incoraggia ad alzare la testa a dispetto di tutto, rinnovando la vicenda romantica e sventurata di Tosca.

La commedia dà il meglio di sé nei passaggi inevitabilmente umoristici della protesta delle tre lavoratrici, alle prese con una sfida che le costringe a misurarsi per la prima volta con i rigori di un’iniziativa nuova per tutte loro. Bravissime tutte le attrici (Gabriella Silvestri, Alida Sacoor, e Annachiara Mantovani) capaci di creare una giusta coesione di registri non solo comici, ma anche, non di rado, malinconici. Il cinismo amaro e disperato dell’anziano paziente Oscar –interpretato da un Pietro Longhi in grande spolvero- diventa nel secondo atto, con altrettanta attendibilità recitativa, la passione, soltanto a riposo, di un tribuno sindacale di lungo corso.




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