• Fabio Salvati

IL SEGRETO DEL TEATRO di Gur Koren


Regia di Lorenzo Gioielli

Ha debuttato ieri sera al Teatro Sala Umberto, dove rimarrà fino al 2 aprile, uno spettacolo originale che lascia in secondo piano trama e allestimento per puntare i fari sulla suggestione creata da una commistione che sembra bizzarra, prevedendo la presenza di attori con menomazioni più o meno evidenti (o come dicono spesso dal palco “con bisogni speciali”).

Queste presenze alla fine sviluppano di per sé una forza motrice della narrazione capace di imporsi sullo stesso pretesto narrativo di partenza, peraltro più che accattivante. Una famiglia dedita al malaffare progetta un improbabile traffico di cocaina per la Macedonia: ma, fallito il primo tentativo, ne concepisce un secondo approfittando dell’ignara complicità di un gruppo di teatranti che intende partecipare, proprio in Macedonia, al Festival delle disabilità.



Il collettivo di artisti (dove ciascuno esibisce con naturalezza la propria -vera o sedicente- disabilità, declinandola in chiaro agli astanti) è alle prese con le prove di un allestimento di Romeo e Giulietta, prove esibite con impudente e colorata verve davanti agli occhi dei malviventi, che fingono di appassionarsi al progetto teatrale, decidendo di finanziarlo. Ma il “segreto del teatro” sta proprio nella capacità di infiltrarsi nelle vite di chiunque partecipi all’impresa, alterandone, se occorre, i sistemi valoriali, così come accade al gruppo dei malviventi sulla scena.

Una commedia divertente, che regala anche momenti di intenso lirismo, recitata con attendibile e spassosa vivacità da tutto indistintamente il gruppo sulla scena (con una menzione particolare a nostro avviso al personaggio di Ace, cui è destinata la parte di Romeo).



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