• Fabio Salvati

CHE DISASTRO DI COMMEDIA di H.Lewis, J.Sayer, H.Shields - Regia di Marck Bell


Sta girando il mondo da qualche anno una pièce divertente, che rifà il verso a un certo tipo di drammaturgia anglosassone: “Che disastro di commedia”, una messinscena scritta a più mani, diretta da Mack Bell con, tra gli interpreti, Gabriele Pignotta. Le locandine raccontano di un successo planetario, partito in estrema sordina nel 2012 da un piccolo teatro londinese di una cinquantina di posti.

Si racconta sulla scena di una compagnia teatrale amatoriale che, dopo aver ereditato inaspettatamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio perpetrato negli anni ’20 a Londra.

La commedia è effettivamente divertente: molta azione, molto finto living, molta comicità di situazione, con gli attori alle prese con una struttura di scena che tende all’implosione progressiva e che li costringe a performance atletiche per dissimulare le disfunzioni che si succedono senza fine. Paradossi e colpi di scena, attori giovani che dimenticano le battute, porte che non si aprono, scene che crollano, oggetti che scompaiono e ricompaiono altrove compongono uno spettacolo dai ritmi forsennati e perfetti, in cui tutto è studiato nei minimi particolari per ottenere il massimo divertimento sia per i grandi che per i piccini.


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