• Fabio Salvati

RE LEAR di W. Shakespeare


Regia e adattamento di Giorgio Barberio Corsetti con Ennio Fantastichini


Ha debuttato ieri in prima Nazionale al Teatro Argentina il Re Lear per la regia e l'adattamento di Giorgio Barberio Corsetti, con Ennio Fantastichini.

Una trama complessa e articolata pensata oltre 400 anni fa che testimonia che in fatto di temi universali niente appartiene al passato e ancor meno soltanto al presente.

L'adattamento prevede una collocazione senza tempo, ancorché tutti i personaggi vestono abiti del presente (c’è pure un musicista con tanto di chitarra elettrica ai lati del proscenio che sottolinea i vari passaggi): ma questo non interferisce minimamente sul moood drammatico della narrazione che non arretra di un passo, pur nella evidente diacronia con il contenuto del racconto.


Re Lear sta invecchiando e vuole alleggerirsi dei pensieri del suo regno: convoca perciò le sue tre figlie chiedendo a ciascuna di loro una dichiarazione di affetto filiale per legittimare la ripartizione in rapporto all’intensità espressa. A tradirlo sembra essere la più amata, Cordelia, la più piccola, incapace di portare “il cuore alla bocca” come hanno fatto invece, con evidente sovraccarico retorico, le altre due sorelle, interessate alla materialità della consegna del potere nelle loro mani. Cordelia, la riservata, la più pura tra tutte, non riceverà nulla e verrà ripudiata dallo stanco sovrano. Ma le cose per Lear non andranno come aveva ipotizzato: le due figlie non tarderanno a svelare la loro intrinseca natura interessata e materiale, spingendo il padre verso una follia errante per boschi (dove incrocerà personaggi dall’intensa consistenza umana).

Una tragedia sul Potere e sui rapporti generazionali valorizzata nella sua incrollabile dimensione replicante proprio da un allestimento in chiave moderna, che concede spazi di riflessione e di comparazione continua con il presente.

L’adattamento e la regia dimostrano una padronanza assoluta della materia, con soluzioni narrative sorprendenti, capaci di lasciare sempre desta l’attenzione. Splendida la recitazione degli attori, a cominciare dal protagonista (Ennio Fantastichini nei panni del re Lear).



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